L’ARTISTA

BIOGRAFIA BREVE

MvMarcus, classe 1975, già noto nell’ambiente underground francofono fine anni ’90 come batterista/percussionista, ritrattista e poeta oggi è accademicamente riconosciuto come pittore materico concettuale a livello internazionale, pubblicato ed apprezzato dalla critica di settore con all’attivo esposizioni collettive o personali in molte capitali europee, americane ed asiatiche. Comincia a far parlare di sé, aspramente criticato, durante l’estate del 2002 quando adopera un brusco abbandono dell’arte figurativa bruciando in una sorta di pira funeraria tutti i propri lavori ancora in suo possesso, rivendicando platealmente le sue riottose intenzionalità artistiche unitamente al nuovo modus operandi che mai abbandonerà; da quel momento la sua figura viene considerata sempre più stravagante e fuori da ogni regola. Dieci anni dopo, in seguito alla mostra organizzata dalla rivista Italia Arte intitolata “Art Energy Future, network from Turin to Chicago and vice-versa”, in collaborazione con note fondazioni come la 33contemporary Gallery of Chicago e la Zhou Brothers art center foundation, emerge del suo alternativo ambiente anticonformista, viene intervistato dalla giornalista Marika Caumo che realizza l’articolo “MvMarcus, il ribelle artista astratto” e recensito dallo storico e critico d’arte Dr. Sergio Pesce nel saggio “Involuzione figurativa verso l’astrattismo personale e materico di MvMarcus”. Quest’ultimo lo inserisce anche nel volume “Galleria BHMP” richiamato in esso come protagonista per quanto riguarda il materico comportamentale assieme ad altri tre artisti europei appartenenti a diverse correnti. Il suo percorso artistico pittorico moderno, viene oggi riassunto in quattro principali stadi creativi, il post figurativo (2003-2005), il primo periodo materico (2007-2011), il secondo periodo materico (2012-2014) e la nuova stagione artistica (dal 2015). Molto importante per comprendere il pensiero dell’artista risulta essere l’anno sabbatico del 2006 che viene interamente dedicato alla composizione musicale elettronica con l’inserimento di battiti binaturali, ricercando metodologie d’introspezione mentale autoindotte, affiancato da tecnici ed ingegneri del suono, ipnotisti e mistici appartenenti a diverse popolazioni native nordamericane.

Nel 2018, tralasciando le consuete esposizioni extra accademiche dove annovera molteplici premiazioni ed attestati di merito artistico, partecipa alla Biennale di Venezia, proponendo cinque dipinti nell’ambito dell’evento collaterale “Venezia Contemporanea: luci e colori dell’arte” ospite del padiglione Guatemala a Palazzo Albrizzi Capello; purtroppo l’anno successivo, il 12 novembre 2019, la stessa splendida città lagunare viene devastata da una eccezionale ondata di marea che la sommerge colpendo pesantemente la popolazione, le case, le attività e le opere d’arte, in modo brutale ed incontenibile. Come altri anche l’artista subisce pesanti perdite riguardanti tavole e quadri, in parte custoditi nel sestiere San Marco. Dopo quella sciagurata notte MvMarcus comincia a recuperare le sue tele attuando un gravoso lavoro di restauro che lo impegnerà per oltre 12 mesi al termine dei quali, nel pieno della pandemia di Covid 19 che gli porterà via alcune persone a lui care tra collaboratori e stimati colleghi, scrive e progetta il nuovo catalogo aggiornato.

Oggi trasferitosi in Trentino, a sorpresa il primo ottobre 2022 dichiara il suo allontanamento dalla scena artistica ed espositiva lasciando basiti i suoi sostenitori e collaboratori. A suo dire questa battuta d’arresto motivata dal rigetto verso la società moderna ed il bisogno di rientrare in contatto con la natura, unica dimensione ancora pura, capace di comunicare sentimenti ed emozioni, non dovrebbe essere definitiva ma protrarsi solo per qualche anno (almeno è quello che molti si augurano NDR).

PENSIERO E RIFLESSIONI

Ogni volta che mi ridesto da quello strano stato di trance, ogni qualvolta concepisco un’opera, dalla pittura a qualsiasi altra disciplina che abitualmente pratico, mi chiedo cosa potrei mai dire a chi analizza un mio lavoro. La risposta non è facile, sicuramente un critico, grazie alla sua conoscenza e dialettica riuscirebbe a districare questo nodo, io mi limito a spiegare le mie esperienze di viaggio mentale con parole spontanee ma riottose come semplice e ribelle è il mio modo di pormi nei confronti dell’arte e della vita stessa. Se cercate l’immediatezza figurativa, gli astuti trucchi d’impostazione classica, il conformismo nella composizione e nell’uso dei colori, siete pronti ad entrare in quel grande mercato di sentimenti che dimora assai lontano dal mio angusto rifugio. Sono stato più volte definito virtuoso, maledetto, poliedrico… tutto questo per me è superfluo, io semplicemente ricompongo sogni ed incubi dall’etereo al mondo reale, con serenità vi dico che il mio motivo d’essere, non è abbagliarvi, ma offrirvi una parte della mia anima; nel caso vorreste semplicemente trovare un’espressione per descrivermi, questa non potrà essere altro che arte e delirio.

MvMarcus, 2010 personal exhibition.

Quando leggo le teorie di Jung dove l’arte è considerata una specie di impulso innato che cattura l’essere umano e lo trasforma nel suo stesso strumento oppure che la creazione di qualcosa di nuovo non si ottiene con l’intelletto ma con l’istinto del gioco che nasce da necessità interiori, non posso che annuire e riconoscermi in tali concetti. Non sono in grado di affermare con certezza se il mio agire rispecchia perfettamente l’immagine descritta da questa importante figura intellettuale e filosofica, padre della psicologia analitica moderna e francamente per me non è importante essere inquadrato in una specifica tipologia d’artista, tale classificazione è compito dei critici e giornalisti.

Al momento le mie personali esigenze sono di recuperare emozioni, sensazioni, percezioni, creatività e ricordi latenti. Naturalmente potrei concepire e realizzare dipinti o composizioni senza ricorrere ad alcuna particolare pratica mentale, come in gioventù, accettando disgustosi compromessi morali dettati dal mercato dell’arte, però mi chiedo, queste tavole rappresenterebbero realmente il mio Io oppure sarebbero contaminate dal quotidiano vivere nella società, dove noi tutti inevitabilmente portiamo una maschera?

MvMarcus, 2013 personal exhibition.

Per quanto mi riguarda, essere un’artista introspettivo non significa vivere ignorando quello che succede nel mondo, l’unica differenza rispetto ad altri movimenti sta nel fatto che prima di concepire un’opera non seguo solo il lato conscio ma interpello anche la mia parte interiore, decriptando un codice paradossalmente creato da me stesso; da sempre tratto argomenti come religione, eutanasia, politica, guerra, terrorismo, inquinamento, tecnologia e molto altro, anche in modo piuttosto radicale, senza mai tralasciare l’amore per la poesia e la bellezza. Oggi sono votato all’arte recuperando e ricomponendo emozioni dall’inconscio, forse domani diverrò pescatore di creature mutanti in oceani di plastica!

MvMarcus, 2015 multimedia exhibition, original message ASCII code, attached in videoconference.

Stiamo tutti vivendo in un periodo buio, malattie e guerre incombono sopra i nostri capi, intere popolazioni si trasformano in moderni Damocle che banchettano sulla tavola un tempo luculliana di madre natura, passati spettri bussando alle nostre porte e nuovi altri le hanno già sfondate… attenzione però, non sono qui per incupirvi ma bensì per suggerire speranza. Credo fortemente nell’insegnamento di chi ci ha preceduto, maestri che durante i peggiori momenti dell’umanità sono riusciti a trasformare l’oscurità in luce, le avversità in capolavori, le difficoltà in occasioni di rinnovamento, dall’antichità ai tempi moderni. Solo per citare alcuni esempi, pensiamo al Tintoretto, al Veronese ed allo stesso Tiziano morto proprio di peste nera, Mozart con il vaiolo, pensiamo ai capiscuola che si trovarono ad operare durante le guerre mondiali tra cui i cubisti, i futuristi, gli astrattisti, i metafisici, i dadaisti, i surrealisti ma non solo, Edvard Munch con la febbre spagnola, Frida Kahlo e la polio, il blues dai campi di cotone poi più tardi con la segregazione razziale, Andy Warhol, la musica folk e rock anni ’60 ’70 nel bel mezzo della guerra fredda, la crisi dei missili di Cuba, il Vietnam…  potrei continuare per ore tra conflitti e malattie ma il punto è che l’uomo, sopratutto l’artista, nei periodi più nefasti ha avuto la capacità di cogliere l’opportunità di rinascita; oggi tocca a noi ed io non ho intenzione di disertare, con questo spirito sono tornato alle mie origini creative, voglio riprendere ad assorbire la negatività per tramutarla in quello che c’è di più bello al mondo, l’arte, quasi come un odierno alchimista con la suo pennello filosofale.

MvMarcus, 2022 videoconference Undreground Arts Org.

DICONO DI LUI

I capiscuola di un tempo, anche di quello non troppo lontano come il Novecento, sfidavano le convenzioni, ricercavano il nuovo, combattevano l’accademismo per depurare la propria arte da stilemi ormai appassiti, dando vita a scuole, correnti, gruppi di pensiero. E’ stato così fin dalle origini dell’arte attraverso ogni secolo e ancora oggi, quando ci si imbatte in artisti percorsi da sinceri fremiti creativi, si riesce a cogliere il gusto profondo per la sperimentazione, per l’indagine introspettiva che si fa documento esistenziale. MvMarcus persegue in questo modo ormai da anni la sua idea di espressione, che nel tempo ha sviluppato stili e percorsi differenti, sempre coerenti però con la sua visionaria interpretazione del mondo e dell’uomo.

Tradizione e cultura rappresentano fin dai suoi esordi l’alfabeto di un linguaggio pittorico-artistico che dalla figurazione passa all’immaginazione, all’illusione ottica, al sogno, ad un concettualismo onirico secondo cui l’artista diventa vate del suo tempo, premonitore di nuovi sentieri dell’inconscio. La riflessione sull’Essere porta MvMarcus a scavare nei labirinti emozionali, fondendo spirito e carne, materia e anima in lavori realizzati con elementi tipici della tradizione della sua terra, la cartapesta veneziana, gli stucchi, i gessi per affrontare la contemporaneità con la forza della storia. E’ questa intima quanto attenta idea del tempo e dello spazio, in cui tutto si trasforma, che induce l’artista a riflettere sull’effimera stagione della vita, sul delicato quanto perfetto equilibrio armonico del mondo. Dal riciclo dei materiali alla rielaborazione di un’arte purificata, quasi Zen, dall’approfondimento di tematiche attuali come il rispetto per l’altro e per la natura, MvMarcus orienta la sua bussola dell’arte verso un orizzonte inesplorato, verso quella porta della mente che solo l’artista può cercare di aprire allo sguardo, svelando sentimenti e paure, come in un viaggio nell’universo dell’uomo. Dr. Guido Folco –  Presidente, editore, fondatore e Direttore del mensile “Italia Arte” – Direttore, fondatore e curatore del Museo MIIT di Torino – Presidente Galleria Folco – Giornalista, Storico e Critico d’Arte, già responsabile culturale Aspim Europa.

Ribelle modo di vivere e dipingere, fuori da ogni regola, anticonformista, sempre alla ricerca di nuove atmosfere. Molto attivo il suo percorso underground, ovvero lontano dal mondo accademico. Marika Caumo, giornalista pubblicista, corrispondente del quotidiano trentino per la bassa Valsugana.

MvMarcus è uno stimato artista nell’odierna scena underground; pittura ai limiti del pensiero sciamanico, riesce a fondere il mondo accademico con l’approccio tipico dei circuiti espositivi alternativi, prediligendo per questi ultimi l’utilizzo delle nuove tecnologie sceniche e multimediali. Underground Arts Org. GUA Bulletin.

MvMarcus non è un semplice astrattista, ma uno spirito libero nelle sue espressioni e ribelle nei suoi intenti, trasmettendo nelle le sue opere un’infinita passione e determinazione, regalandoci grandi emozioni. Dany Dublè,  biografa ed artigiana “Cartonnage De Luxe” già collaboratrice di noti marchi profumieri.

L’astrazione per MvMarcus è un metodo per far emergere un secondo lato della sua personalità, quello profondamente legato alla musica. La partitura musicale si manifesta attraverso pennellate e disposizioni di materiale sulla superficie della futura composizione… la sua pittura è una danza che si espone nelle diverse manifestazioni visive, nell’intento di cogliere anche solo una percezione del suono, affinché si possa materializzare sul supporto. Il suo impegno è costante, rivolto a sottolineare due aspetti fondamentali della sua poetica, quali la tecnica e lo spirito che gli permettono di affrontare temi a lui cari. Dr. Sergio Pesce, storico e critico dell’Arte mediatore informatico per i beni culturali.